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Locandina del film |
All’interno di un quadro nel quale la mano di un pittore/regista dal
respiro poetico sembra aver dipinto una Torino autunnale, piena di foglie,
alberi, parchi, murales e rioni popolari, seguiamo un segmento di vita di Anna
(Margherita Buy) che, lasciati alle spalle Roma e un marito violento, insieme
al figlio adolescente Valerio (Andrea Pittorino), tenta di ricominciare proprio
a Torino una nuova vita. Qui vengono accolti da Carla (Valeria Golino), ex
coinquilina di Anna, eccentrica, vivace e strampalata attrice teatrale che
tenta di superare con una leggerezza sospesa tra speranza e rassegnazione, la
solitudine e l’attesa perenne del grande amore.
Proprio Carla sembra dare tocchi di colore ai primi giorni parecchio grigi di Anna
e Valerio nella nuova città; loro, avvolti nella nebbia di Torino, si ritrovano
ad affrontare quotidianamente anche le fitte nebbie dei loro rimpianti, dei
sensi di colpa, dei disagi legati all’adattamento ad un nuovo ambiente e al
superamento di traumi che lasciano segni sul corpo e nell’anima.
La forza di una madre nel tentare il meglio possibile per il
figlio, la tenerezza di un figlio nell’affrontare la propria rabbia e i suoi primi
disincanti, la speranza che a volte può stare tra le mani di un estraneo che le
allunga in un atto di generosa empatia. Questi alcuni dei sentimenti universali
che ho trovato riversati nella pellicola “La vita possibile” di Ivano De
Matteo; il regista/sceneggiatore (che ha scritto il film insieme a Valentina
Ferlan) più che raccontare la violenza sulle donne, pone il suo obiettivo sulla
storia di una donna che quella violenza l’ha subita e che, ad un certo punto,
prova a lasciarsela alle spalle, prendendo un treno che è una nuova direzione,
una nuova possibilità, non priva di lacrime, di vuoti, di amarezza, ma anche in
grado di far tornare a provare stupore per la vita in sé.
Merita una citazione la canzone finale di Shirley Bassey, inno alla vita e alle sue meraviglie, in grado di elevarci dalla poltroncina del cinema come una mongolfiera che si innalza nell'infinito orizzonte delle nostre esistenze.
Anche in cucina esistono sempre nuove possibilità; per esempio
quella di provare accostamenti davvero insoliti.
Oggi, al riguardo, vi propongo queste tartine dolci/salate che
potrete servire per un antipasto davvero originale e un pò azzardato.
Proponetelo solo ad ospiti dai palati molto aperti e recettivi ;-)
Tartine insolite |
Ingredienti:
-
biscotti tipo “digestive”
-
stracchino senza lattosio (o di riso)
-
fico secco
-
lampone
-
capperi
Spalmare il biscotto con lo stracchino. Adagiarvi un fico secco
tagliato a metà, un lampone e qualche cappero.
Semplicissimo da assemblare, sfiziosissimo da gustare.