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lunedì 15 giugno 2015

..DIVERSITA'...

Volti, colori, storie diverse
Nessuno può essere libero se costretto ad essere simile agli altri (Oscar Wilde)


Diversità…
Nel mondo di essere
di votare
di nutrirsi
di pensare
di gestire
di amare…
Crediamo di trovare conforto in chi è simile a noi,
ma cresciamo grazie al confronto con chi è diverso da noi…
La diversità a volte spaventa,
spesso viene offesa,
scambiata per inferiorità…
Essere diversi non significa essere peggiori o migliori…
La diversità è una risorsa,
uno stimolo allo scambio reciproco;
siamo creati diversi per confrontarci,
per arricchirci di ciò che non siamo o non abbiamo…
ciò che è diverso
deve farci riflettere
può farci incuriosire
può non trovarci d’accordo
può farci, al limite, anche provare “fastidio”
ma mai, mai dovrebbe originare presunzione, arroganza o mancanza di rispetto.


Tu sei una persona diversa, che vuole essere uguale. E questo, dal mio punto di vista, è considerato una malattia grave.(Paulo Coelho)


Anche a tavola il rispetto delle diversità di gusti e di scelte dovrebbe essere sacrosanto. Spesso, invece, anche nello scambio di espressioni riguardanti il mondo alimentare/culinario si può insinuare il germe dell’aggressività.
Oggi per un primo piatto diverso vi propongo una cupoletta fresca di quinoa dal sapore mediterraneo.

Tortino di quinoa alla mediterranea 

 
Ingredienti:
quinoa
pomodorini ciliegino o datterino
alghe essiccate
capperini
origano

olio evo, sale
semi di sesamo

Procedimento:
Lessate la quinoa in acqua leggermente salata (per ogni 70 gr di quinoa ci vogliono circa 150 ml di acqua). Per un gusto più deciso, potete aggiungere un filo di salsa tamari o di soia nell’acqua durante la cottura.
Quando la quinoa è cotta, lasciatela intiepidire e poi con un coppa pasta ricavatene una porzione. 
Servitela con spicchietti di pomodoro (conditi precedentemente con olio evo, sale e origano), capperini, semi di sesamo e le alghe essiccate (…che sostituiscono la classica macinata di pepe…).
Semplice, veloce, fresco…un piatto dal sapore di una giornata estiva.




venerdì 17 ottobre 2014

PARADOSSI DEI TEMPI MODERNI

Postazione di lavoro 

A volte si leggono cose per le quali devi tornare indietro dopo poche righe per rileggerle di nuovo perché forse hai avuto un’allucinazione e non è vero ciò che credi di aver letto…e invece, tornando indietro, quelle parole, quei fatti (aberranti) sono ancora lì sotto ai tuoi occhi e pesano sullo stomaco come macigni.
A volte si tratta di tragedie inspiegabili…
A volte di paradossi della burocrazia o della politica sociale…
Altre volte di drammi della follia, della natura o della barbarie umana…
Ieri una notizia “raggelante” (in tutti i sensi):

“I due giganti della Silicon Valley, Facebook ed Apple si sono offerti di pagare il procedimento per consentire alle proprie dipendenti di congelare gli ovuli nell'eventualità che un giorno decidano di fare un figlio” (fonte: http://www.repubblica.it/tecnologia/2014/10/15/news/facebook_e_apple_pagano_il_congelamento_degli_ovuli_delle_proprie_impiegate-98151624/)

Per la serie “come comprare le scelte, il tempo, la vita privata e le opportunità” di una donna in una botta sola, cercando di abbindolarla a suon di benefit (anche se personalmente ho serie difficoltà a considerare agevolazione un’aberrazione simile…) e al prezzo di renderla schiava del padrone dal nome “carriera”, in virtù della quale si convince che sia possibile gestire qualunque orologio, quello biologico compreso.
Si dà per scontato che una donna abbia nel dna sia il sacro fuoco della carriera che un ineluttabile istinto materno da dover soddisfare, prima o poi. Ma chi l’ha detto?
Il propendere per un cammino fatto di conti, bilanci e cartellini orari oppure per un altro in cui essere semplicemente “mamma” potrebbe (e dovrebbe) essere frutto di una libera scelta.
E quand’anche una donna volesse realizzarsi in entrambe le dimensioni (e ne avrebbe pieno diritto), dovrebbe poter aspirare ad altre forme di tutela, perché una mamma lavoratrice è una figura che ha un ruolo importantissimo nell’ambito di una società per il solo fatto di esserlo, madre. Prima ancora del ruolo lavorativo che ricopre. E quindi  piuttosto che tirare fuori questa manovra ricattatoria, le aziende e l’intero sistema sociale, dovrebbero discutere seriamente di come poter attuare misure di sostegno alle madri lavoratrici. Invece tirano fuori questa assurda opzione surgelatoria: mettere nel congelatore la propria momentanea carriera o i propri ovuli??
Mah…
Tutte le donne, mamme, nonne che ci hanno preceduto, avranno strabuzzato gli occhi davanti a questa notizia dei tempi moderni, dove la scienza viene assoldata, ancora una volta, dall’egoismo per dare l’illusione dell’onnipotenza umana. I tempi, la natura, persino il nostro corpo non sono merci da gestire a proprio comodo e a proprio piacimento. Ci sarebbe prima di tutto un rispetto da coltivare per tutte e tre queste componenti. Ma forse…qualcuno pensa che anche questo possa essere congelato, in attesa che si risvegli una coscienza, personale e sociale, più lucida e consapevole??


Per alleggerire i toni, andiamo in cucina per questa ricetta che, in forma di boicottaggio simbolico per la notizia di cui sopra, prevede solo ingredienti freschi e non surgelati ahahhaha :-)

  Ingredienti:
- - quinoa 
- - zucchina, carota, patata e falda di peperone giallo
- - sale, erbe aromatiche a scelta e olio evo

Preparazione:
Lessate la quinoa in acqua leggermente salata (per ogni 70 gr di quinoa ci vogliono circa 150 ml di acqua). Per un gusto più deciso, potete aggiungere un filo di salsa tamari o shoya nell’acqua durante la cottura.
Una volta cotta (in circa 12/15 minuti), tenete da parte.
Tagliate a pezzetti molto piccoli zucchina, carota, patata e una falda di peperone giallo. Fate rosolare le verdure in una padella con un filo d’olio, erbe aromatiche a scelta e poco sale. Coprite con acqua, mettete un coperchio e fate stufare. Lasciate le verdure leggermente croccanti.
Condite la quinoa con le verdure, amalgamando per bene il tutto.


venerdì 1 giugno 2012

GIOCANDO SI IMPARA...A SORRIDERE


Se… nonostante:
- qualche responsabilità bussi man mano alla nostra porta,
- il caffèlatte abbia già sostituito da tempo la tazzona di latte e Nesquik,
- abbiamo imparato la differenza tra le domande opportune e l’inopportunità di farle,
- abbiamo capito che non sempre c’è un perché ai nostri mille perché,
- siamo in grado di distinguere tra un “lo voglio” capriccioso e un “lo voglio” desideroso,
- sappiamo che le fantasie non hanno limiti, ma le possibilità di attuarle qualche volta sì,
- riusciamo ad adeguare tempi, modi, a controllare parole e forme, ad attivare i filtri che “servono”, dosandoli con il coraggio dell'autenticità,
- abbiamo imparato quanto sia necessario, per la propria evoluzione, liberarsi dei condizionamenti esterni ed emanciparsi dagli schemi preconfezionati e dal bisogno di trovare sempre la pappa pronta,
insomma…se nonostante il passare degli anni, manteniamo quella sana voglia di giocare, di divertirci con poco, bè…forse la quotidianità ci sembrerà più fresca e meno burocratica…ancora profumata di talco di fanciullesca memoria...  
se poi questa capacità di godere del lato giocoso della vita la trasferiamo anche nel piatto…otterremo, oltre alla soddisfazione  dei commensali, anche il loro sorriso. E quello, è decisamente il valore aggiunto. 

E in virtù di questo…ecco gli animaletti giocosi di cous cous…la foto con gli stampi ribaltati purtroppo non è venuta bene, ma almeno così c’è anche un po’ di colore a fare da cornice…;)

Ingredienti:
-                   cous cous di mais e riso biologico
-                   pomodorini pachino
-                   pisellini freschi da sgranare
-                   salmone affumicato
-                   dadini di formaggio
-                   olio, una spruzzata di limone

Preparate il cous cous come da indicazioni sulla confezione (se prendete quello precotto che si trova in tutti i supermercati). In genere bisogna far scaldare uno o due cucchiai di olio in un tegame largo. Poi bisogna far tostare il cous cous, coprirlo con del brodo, mettere il coperchio e far riposare qualche minuto. Poi si sgrana il cous cous con una forchetta.
In un’ampio contenitore mescolarlo con i pomodori pachino, i pisellini freschi sgranati, i pezzetti di salmone e i dadini di formaggio. Aggiungete un filo d’olio e una spruzzatina di limone.
Per renderlo giocoso, versare il cous cous in formine stravaganti e dopo un po’, ribaltate e buon divertimento..cioè buon appetito J