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Spiaggia del Relitto |
“...Zacinto mia, che te specchi nell'onde
del greco
mar da cui vergine nacque
Venere, e fea quelle isole feconde
col suo primo sorriso...” (Ugo Foscolo)
Venere, e fea quelle isole feconde
col suo primo sorriso...” (Ugo Foscolo)
C’è un senso di familiare
accoglienza, semplicità ed essenzialità che accomuna le isole greche. Quest’anno
è stata la volta di Zante, (o Zacinto o in greco Ζάκυνθος, Zákynthos).
Così come avevamo
approcciato Creta l’anno scorso, anche per Zante ci siamo affidati ad un “giro
girotondo” dell’isola, per poter scoprire la diversità di paesaggi che essa può
offrire.
La nostra base di appoggio,
per dieci giorni, si trovava nel villaggio di Kalamaki, località tranquilla e appartata pur essendo dotata di molti
ristoranti, locali, cocktail bar, alberghi, un grande parco giochi, nota
soprattutto per la sua baia sabbiosa, luogo di deposizione delle uova delle
tartarughe Caretta Caretta.
La spiaggia è attrezzata e i
bagnanti sono tenuti a rispettare alcune regole per preservare l’ambiente e non
turbare la nursery delle tartarughe.
A pochi chilometri, un altro
villaggio molto frequentato è Argassi.
Più movimentato di Kalamaki, nella sua strada principale una sfilza di
trattorie, agenzie di navigazione, negozi di souvenir e anche qui alberghi e
studios per i turisti. E’ la più antica stazione balneare di Zante, un
chilometro di spiaggia stretta, con sabbia fine e ghiaia, tante insenature e
sullo sfondo il Monte Skopos.
Il capoluogo dell’isola, dal
nome omonimo, sorge a pochi chilometri da Kalamaki e da Argassi. Meta ideale
per passeggiate serali.
La zona lungo il porto di Zante è ricchissima di snack bar,
taverne (anche se un pò troppo sul genere turistico), negozi di ogni genere che
sfociano nella Piazza Solomos, dedicata al più grande poeta nazionale Dionisio
Solomos, autore anche dell’inno nazionale della Grecia. Adiacente ad essa
Piazza San Marco, circondata da numerosi pub e che mi è parsa il punto di
incontro preferito anche dai giovani del posto.
In una delle viuzze
adiacenti il porto, c’è quella che fu la casa di Ugo Foscolo, ora allestita a
museo, con il monumento sepolcrale con la statua dell’Angelo piangente.
Inerpicandosi per la collina
si giunge in un punto panoramico molto suggestivo: Bochali, minuscolo paesino costituito solo da qualche ristorantino,
una chiesetta con le icone bizantine e ciò che resta di un antico castello,
arroccato in cima ad un promontorio dentro le cui braccia è contenuta tutta la vivacità
e, se ci andate di sera, tutte le luci di Zante.
L’altra località famosa è Laganas, ma a meno che non siate
adolescenti in crisi ormonale o che abbiate voglia di fare baldoria, tenetevene
alla larga, soprattutto dal tramonto in poi. Abbandonata la lunga spiaggia
piuttosto commerciale, da una certa ora in poi troverete solo cocktail bar, negozi
di alcolici, night club, flotte di ragazzini in cerca dello sballo e tanta,
tanta confusione.
Quanto alle spiagge ce n’è per tutti i gusti. Capita spesso di trovare posticini niente male dove, prima della spiaggia, si ha una vasta e comoda area di giardino con l’erba dove potersi rilassare avendo a disposizione sdraio, lettini ed amache; per esempio a Porto Azzuro, in zona Vassilikos (un villaggio dopo Argassi, molto frequentato e ricco di stabilimenti e strutture) o a Caminia Beach (poco distante da Argassi), la prima più frequentata e suggestiva, la seconda più appartata e con meno bagnasciuga, ma con una suggestiva zona coffee break allestita direttamente sul mare (vedi foto); poi c’è la famosa e facilmente fruibile Banana Beach, con sabbia fine, giochi acquatici e stabilimenti attrezzati; la più selvaggia Dafni, con alcuni stabilimenti che offrono lettini e ombrelloni in cambio di consumazioni al bar o al ristorante collegato, ma anche angoli di assoluta tranquillità e solitudine; Marathias, priva di attrezzature, più difficoltosa da raggiungere lungo un percorso accidentato, ma che offre una suggestiva spiaggia di ghiaia affacciata all’isola di Marathonissi e acque cristalline e poco frequentate.
Merita anche Xigia, lungo la costa settentrionale di
Zante e a pochi chilometri dal villaggio di Alykes. Spiaggia dai colori
tropicali e paesaggio suggestivo, la baia si trova ai piedi di una scogliera a
picco sul mare ed è bagnata da acque cristalline e sulfuree, ideali per la
pelle e utile in alcune patologie del sistema respiratorio.
A Xigia abbiamo trovato una
delle taverne più buone e belle dell’isola (Taverna Xigia, appunto). Gustare un
pasto affacciati nel turchese della baia è stato uno dei quadretti più
emozionanti.
L’altra esperienza culinaria
che ci ha soddisfatto è stata alla Taverna Akrotiri, nel villaggio omonimo,
dove siamo stati accolti in un ambiente rilassato e familiare (particolare il
fatto che qui si presentano direttamente al tavolo con un vassoio enorme pieno
di una vasta gamma di portate tradizionali e dal quale si può scegliere ciò che
si vuole, potendo appagare la vista prima ancora del gusto).
Zante è famosa soprattutto
per due tappe d’obbligo: la spiaggia del
Relitto e l’isola di Marathonissi,
nota come isola delle tartarughe.
Segnalo che entrambe le
destinazioni si possono raggiungere soltanto via mare, avvalendosi di una delle
tante agenzie di navigazione situate in ogni villaggio dell’isola. Di solito
partono gite sia al mattino che al pomeriggio e tra pick up, soste per le
nuotate e per le foto, in entrambi i casi impiegherete come minimo 4 ore. Ci sono
però anche gite di un giorno intero oppure, avvalendosi di circuiti meno
organizzati, forse riuscirete a ritagliarvi esperienze più raccolte e meno
dispersive.
L’isola del Relitto è un
quadro dai colori perfetti. L’azzurro del cielo, il turchese del mare, il
dorato della spiaggia, l’ombra della roccia e il verde della vegetazione
selvaggia. Il Navagio ha un solo difetto: è presa sempre d’assalto dai turisti.
Flotte di barche, navi e imbarcazioni varie che scaricano i turisti ad ogni ora
della mattina e del pomeriggio. Magari poterci andare di notte!! ma si perderebbe
la visione di quella straordinaria tavolozza di colori di cui vi raccontavo
sopra.
Se sarete fortunati come lo
siamo stati noi la gita all’isola delle tartarughe vi regalerà l’emozione
incredibile di avvistarne qualcuna riafforare elegantemente e per pochi secondi
sulla superficie dell’acqua per tornare poi ad immergersi negli abissi profondi.
Altri due scorci meritano
una menzione: Porto Limnionas che è
uno dei posti più belli e selvaggi dell’isola. Un vero e proprio fiordo, in cui
le sfumature di azzurro e verde del mare e la trasparenza dell’acqua lasciano a
bocca aperta. Qui il mare è bello soprattutto per i suoi fondali e per le sue
grotte; non c’è spiaggia, ma rocce piatte sulle quali eventualmente stendere un
asciugamano e terrazze con sdraio e ombrelloni che però non sempre riescono a
soddisfare le richieste (soprattutto se ci andate durante il weekend e a
mattino inoltrato).
Poco distante da Porto
Limnionas c’è Porto Roxa, un altro
fiordo per raggiungere il quale occorre scendere dei ripidi scalini di roccia
che portano al mare; per i più coraggiosi c’è a disposizione un trampolino a
quattro metri di altezza per tuffarsi in acqua.
Lungo la strada per arrivare
al fiordo ci sono alcune taverne che in cambio di un pasto, mettono a
disposizione dei clienti ombrelloni, lettini e veri e propri letti/amache
gratis per tutto il giorno.
Zante è l’isola degli ulivi,
del canto ininterrotto dei grilli, dei nidi delle tartarughe protetti in molte
delle sue spiagge; Zante ha il sapore della feta, del liquore alla cannella o
alla resina, l’odore della pita; ha un suono musicale, soprattutto vintage, sempre
in sottofondo; ha quell’emotività delle persone semplici che ti accolgono con
il poco che hanno e te lo offrono col cuore (non è raro, soprattutto nelle
taverne più tradizionali e a gestione familiare che a fine pasto, ti offrano un dolce o della frutta in segno
di ringraziamento e di benvenuto); sono le piccole attenzioni che fanno sentire
ospite, prima ancora che cliente. Pur essendo un’isola, definirei la sua cucina
piuttosto montanara (carne, carne e sempre carne sulle griglie ad ogni ora),
pur potendo contare anche su un’ampia scelta di pescato; il suo dolce tipico è
la frigania, una specie di pan di spagna imbevuto di uno sciroppo al miele, con
crema di latte alla vaniglia, panna e cannella.
E visto che a volte
un’immagine vale più di mille parole, vi lascio sognare davanti a questi
piccoli quadri di assoluta bellezza.
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Kalamaki Beach |
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Spiaggia di Xigia |
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Acque sulfuree di Xigia |
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Dolce sosta alla Taverna Xigia |
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Feta con miele e sesamo |
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Gattini di Zante |
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Banana Beach |
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Banana Beach garden |
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Mappa delle nursery delle tartarughe |
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Taverna Akrotiri |
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Dafni Beach |
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Insolite postazioni a Dafni Beach |
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Dafni selvaggia |
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Coffee break a Caminia Beach |
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Caminia Beach |
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Insolite presenze a Caminia Beach |
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Caretta Caretta |
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Navigazioni sublimi |
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Blue Caves |
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Nuotate nel verde cristallino |
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Marathias |
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Sosta a Marathias |
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Porto Limnionas |
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Porto Roxa |
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Tuffi a Porto Roxa |
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Relax a Porto Roxa |
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Tramonto a Roxa |
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Perdersi nel blu |
Per la ricetta, vi propongo un dolce da colazione morbido, leggero e delicato.
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Plum cake vegan al limone e cocco |
Ingredienti:
-200 g di
farina di farro integrale
-
- 30 gr di farina di avena integrale
- 20 gr di farina di riso
-80 g di
zucchero di canna integrale
-
- un pizzico di sale
- 30 ml di olio di mais
- 1 bustina di cremortartaro
- il succo e la scorza grattugiata di un limone non trattato
- 30 ml di olio di mais
- 1 bustina di cremortartaro
- il succo e la scorza grattugiata di un limone non trattato
- 200 ml di latte di cocco (sciolto a bagnomaria)
- semi di papavero (a scelta)
Procedimento:
Riunite gli ingredienti secchi in una ciotola (farine, zucchero, lievito, un pizzico di sale). Aggiungete l’olio, il succo e la scorzetta di limone e il latte di cocco.
Riunite gli ingredienti secchi in una ciotola (farine, zucchero, lievito, un pizzico di sale). Aggiungete l’olio, il succo e la scorzetta di limone e il latte di cocco.
Mescolate tutto con cura con una
spatola, aggiungendo eventualmente i semi di papavero, versate in uno stampo da
plum cake oliato e infarinato e cuocete a forno caldo (180^) per 35/40 minuti.
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Piazza Solomos a Zante |
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Casa Museo di Ugo Foscolo |
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Panorama notturno da Bohali |