martedì 7 febbraio 2012

LA VERITA' HA IL CUORE GRANDE...


Riesco a tollerare la maggior parte delle cose, ma non la menzogna, non la mancanza di verità.
A volte certe verità sono scomode, amare, brutte, dolorose…costa fatica esternarle, perseguirle, ammetterle o accettarle…
Ma non saprei che farmene di una verità edulcorata…o di un succedaneo di ciò che vorrei credere e magari non è.
Meglio una verità al naturale, così come è...senza imbellettarla troppo, senza storpiarla, incravattarla, infiocchettarla…
Ciò che ci gira intorno offre continui spunti di artificiosità…per quanto concerne almeno “il piccolo mondo a portata della mia mano” mi auguro possa essere improntato ad una matrice di verità.
Non voglio credere a ciò che sembra vero, ma essere consapevole di ciò che è vero…

lunedì 6 febbraio 2012

GLI ALLENAMENTI DEL CORPO E QUELLI...DEL CERVELLO


Trasformare gli inconvenienti in opportunità: un approccio costruttivo a ciò che il quotidiano ci offre.
Tralasciando i disagi, quelli seri e gravi (sui quali non "oso" nemmeno tentare di disquisire), i piccoli ostacoli non devono farci piegare in noi stessi, ma bisogna sforzarsi di affrontarli con spirito flessibile.
Non possiamo aspirare al mantenimento costante dello stesso status quo, non bisogna diventare vittime delle proprie abitudini. Quelle, semmai, servono per abbracciare dolcemente il nostro quotidiano…per farci apprezzare ciò che fa parte della nostra vita, dei nostri giorni, ma quando quell’abbraccio si scioglie (per i motivi più disparati)…non dobbiamo permettere al panico, al piagnisteo, o alla lamentela di oscurare la nostra strada, fatta di evoluzione e non di staticità.

“Non è il più forte della specie che resiste e neanche quello più intelligente, ma quello che si adatta di più ai cambiamenti. (Charles Darwin)”

Non è sempre estate (ma anche l’inverno ha la sua magia), non c’è sempre il sole (ma con la forma delle nuvole possiamo allenare la fantasia), non si può fare colazione sempre con il latte fresco (ma è anche buona una tazza di tè fumante)…o non si può sempre offrire un dolce appena sfornato (ma ogni tanto ricorrere/far ricorrere ai biscotti confezionati contribuisce a non dare per scontate le cose… e i vizi…;))
Magari siamo di quelli/e che ci sfiniamo con l’esercizio fisico, la palestra, il nuoto, ecc.ecc.. Si fa di tutto con il proprio corpo per allenare i nostri muscoli ad acquisire flessibilità, agilità…
Ed allora perchè con gli eventi che ci capitano non cerchiamo invece di allenare la nostra mente, il nostro pensiero? Anche il cervello è un muscolo…e se lo lasciamo fermo, statico, abituato alle solite e note soluzioni, esso si rattrappirà e ,indolenzito, si piegherà sotto il peso di una mancata elasticità…  

Se non ci si protende “verso”…tutto resta dov’è o addirittura si ritrae e noi non possiamo che lamentarcene…l’evoluzione segue invece quella freccia che noi riusciamo a scagliare e saper guardare “oltre” non è un problema oculare, ma di apertura mentale.
Va bene…termino con questa divagazione per offrirvi il gusto, magari più piacevole, della mia ultima torta: un dolce dal profumo fresco agrumato e dal sapore caldo degli impasti genuini.
E’ la tipica torta “della sana merenda di una volta”, ma non si disdegna nemmeno a colazione, o per un dopo cena, o per quando più vi aggrada…

TORTA MORBIDOSA AGRUMATA


Ingredienti:
  -  350 gr di farina di Kamutt
-       200 gr di zucchero di canna (un po’ meno se usate quello bianco)
-       2 uova
-       70 ml di olio di semi di mais
-       Succo di 2 arance e 2 mandarini
-       1 bustina di vanillina
-       1 bustina di lievito biologico in polvere
-       (A piacere) scaglie di cioccolato fondente da mettere nell’impasto
-       Marmellata di arance


Mescolate con un frullatore elettrico le uova con lo zucchero; aggiungete poi l’olio di mais e il succo delle arance e dei mandarini; a seguire, pian piano, versate la farina, la vanillina e il lievito.
Da ultimo, (a piacere), aggiungete all’impasto le scaglie di cioccolato fondente.
Versate il composto in una tortiera (precedentemente imburrata e infarinata) e adagiatevi sopra delle cucchiaiate di marmellata di arance.
Cuocete in forno caldo per 40 minuti circa a 180°. Come sempre d’obbligo la “prova stecchino”.
Eccovene una fetta... 






venerdì 3 febbraio 2012

TRA UN TEMPO E L'ALTRO...


Prima di passare al manicaretto di oggi e di farvi leccare i baffi (almeno…si spera…) vorrei imprimere una riflessione sul TEMPO…il tempo che passa, che a volte sfugge, che sembra correre a volte troppo veloce, e altre volte sembra fermarsi inesorabile…
Il tempo fa dimenticare le cose, affievolisce i ricordi, attutisce le ferite, placa le ansie, calma i dolori…altre volte il tempo ci è amico e ci permette di riempirlo di cose belle da fare, da coltivare…dovrebbe essere “speso” sempre così…con la consapevolezza di non doverlo mai rimpiangere…
Sulla bacheca di mio cugino ho letto, qualche tempo fa, una frase che mi è piaciuta molto (pare essere tratta dalla serie Dr. House): dice
“Il tempo non cambia le cose. Alzarsi e fare qualcosa le cambia”…
Anche questa è una delle voci sul tempo….
La mia, di voce, oggi vuole essere questa:
“Se man mano non riesci a ricordare tutto, se per strada ti perdi qualche dettaglio, se dimentichi qualcosa per liberare spazio al “nuovo”… non crucciartene…l’importante è che ciò che hai vissuto ti ha portato dove sei e ad essere la persona che sei…ADESSO”.
Penso che tutti i tempi siano importanti…sul pentagramma della vita si alternano tempi veloci, tempi semplici o composti, forti, deboli, ecc…
Ma forse quello sul quale occorre concentrarsi è il tempo PRESENTE. Perché appunto, come diceva “qualcuno” che di emozioni e palpiti umani se ne intendeva:
La vita è ciò che ti succede mentre sei impegnato a fare altri piani (John Lennon).

Il futuro dura troppo poco…non te ne accorgi e quel limite ce l’hai già sotto i piedi…meglio percorrerlo al meglio…
Per un certo periodo della mia vita ho pensato che il tempo passava togliendomi ogni volta qualcosa. Adesso ho (o almeno cerco di avere…) una visione ribaltata: il tempo non ruba e non toglie nulla, anzi mi dona ogni giorno qualcosa di più (ma solo se lo so accogliere): la consapevolezza sempre maggiore di ciò che sono.
E ora, passiamo al gusto dolce della torta…



Gli ingredienti per la frolla sono i seguenti:
250 gr di farina di Kamutt, 125 gr di burro, 2 tuorli, scorza grattugiata di un limone e 100 gr di zucchero a velo, qualche goccia di essenza alla vaniglia.
Si impasta tutto velocemente fino a formare un panetto, che bisogna poi avvolgere con la carta pellicola e far riposare in frigorifero per 30/45 minuti.  Per facilitarvi potete frullare la farina e il burro con il frullatore elettrico (N.B. quello con il bicchiere, non il minipimer, né quello per i frullati…), aggiungete poi alla miscela gli altri ingredienti e procedete con le mani.
Questa frolla andrà poi stesa con il mattarello in una tortiera da crostata, lasciando 1/3 per le striscioline di decorazione.
Per il ripieno preparare una crema (con la quale farcire la crostata) con questi altri ingredienti: 250gr ricotta, 2 uova, 100 gr di zucchero, e  a piacere (a seconda che si voglia la fetta di crostata più o meno “cioccolatosa”. Mescolare tutto con la frusta.
La crostata cuocerà a 180^ circa per circa 30/35 minuti (infornare a forno ben caldo). Regolarsi poi, con la prova stecchino, a seconda del proprio forno.
J

giovedì 2 febbraio 2012

CIOCCOLATANDO...




A dispetto dell’immagine tanto ingenua, dolce, e un po’ fanciullesca, questa torta è una bomba di libidine, leccornia superba del palato e tentazione sublime per il senso del gusto. Ragion per cui si sconsiglia vivamente la lettura e soprattutto la prova e l’assaggio alle seguenti categorie di persone:
- coloro che stanno (perennemente) a dieta;
- i timidi goduriosi;
- i falsi spudorati;
- i “timidi emotivi” (citazione del film omonimo);
- i non-golosi;
- a chi non se la merita neppure un’esperienza così peccaminosa ;)

Gli altri, i curiosi, i golosi, chi sa apprezzare senza esagerare anche il gusto del frutto proibito…leggano, prendano nota…e si abbandonino alla voluttà carezzevole del “fondant”…non sarà una fetta a rovinarvi la sfilata. Tutto sta sempre nell’uso equilibrato delle cose. Piuttosto che privarsi in toto di qualcosa (quando siamo consapevoli che quel qualcosa, assunto in abbondanza, ci farebbe male…ma anche consapevoli che se ce ne priviamo del tutto, questa privazione ci si ritorcerà contro…) ci si potrebbe “educare” ad assumerne nelle giuste quantità, o riservandole a momenti unici, preziosi, tornando in riga nell’arco delle ore successive…
L’esterno di questa torta è una crosticina sottile e sfiziosa, mentre l’interno è un cuore fondente di cioccolato, con un leggero retrogusto al caffè.
E’ una versione liberamente ispirata (ma con alcune modifiche) alla Torta Barozzi, dolce tipico modenese. Rispetto alla versione tradizionale, ho usato un uovo in meno, e ho omesso il rum perché personalmente non amo molto il sapore alcolico nei dolci.
Provate, godete…e il gg dopo…a dieta :P

Ingredienti:
-       200 gr di cioccolato fondente
-       150 gr di zucchero di canna
-        80 gr di burro
-       100 gr di farina di mandorle
-       1 bustina di vanillina
-       3 uova
-       1 cucchiaio scarso di caffè solubile
-       un pizzico di sale
-       zucchero a velo e bucce di arancia per decorare


Fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente insieme al burro.
Montate a neve gli albumi (aggiungendo un pizzico di sale).
Con un frullatore elettrico, sbattete per bene i tuorli con lo zucchero; aggiungete il cioccolato/burro fuso, il caffè solubile, la farina di mandorle, la vanillina e da ultimo gli albumi. Mescolare bene, versate il composto in uno stampo tondo e cuocete per circa 30 minuti a 180°.
Non vi resta che provare…






mercoledì 1 febbraio 2012

L'ANIMA SI LIBERA...



È difficile fare l’equilibrista…
È sempre in agguato la tentazione di saltare…
spiccare un volo nell’indefinito…
dove non c’è bisogno di chiedere dove andare…
perchè il “procedere” è già cammino da fare…
Il colore del cielo sereno
mi farà da cuscino
e il suono armonioso
del tuo canto
accompagnerà il mio riposo;
hai ordinato i miei pensieri confusi,
hai rapito la ragione,
eh sì...non ti posso più ignorare!
mi hai camminato a fianco,
mi hai illuminato dall’alto,
mi hai sorpreso alle spalle...
è vero…a volte ti ho tradito
per seguire
i più facili percorsi della mente
o i più tortuosi tragitti del cuore
ma ora che sei entrata in me
anima
non ti posso più ignorare
e dalla tua pura energia
mi lascerò guidare…




martedì 31 gennaio 2012

POLPETTANDO...


L’impasto delle polpette rappresenta uno degli esercizi più stimolanti della fantasia.
E certo… si può “creare” con una penna, uno strumento, un pennello, ma anche con una forchetta ed un coltello…
Preparare da mangiare, è un gesto che non comincia dalle mani. Ma dalla testa. Un piatto, per essere più buono, deve essere frutto, prima di tutto, di una buona idea.
In quel caso avrà un valore aggiunto. Non sarà solo cibo per il corpo. Ma avrà nutrito, prima ancora, la nostra voglia di immaginare…colori, sapori, odori…avrà riempito i nostri occhi prima ancora della nostra pancia.

"Solo gli imbecilli non sono ghiotti... si e' ghiotti come poeti, si e' ghiotti come artisti ..."
(G. de Maupassant)

Con le polpette si possono inventare tantissime combinazioni; basta trovare ingredienti che possano essere schiacciati, triturati, ridotti in purea.
Si formano delle palline, si passano nel pangrattato, si tuffano nell’olio caldo o si mettono al forno et voilà, (a seconda della veste in cui si vorranno servire) il secondo piatto o lo sfizio è assicurato.
Le polpette sono un piatto democratico: concedono, e rispettano, le alternative ;)
Chi le vuole con la carne, chi col tonno, chi con le verdure, chi con verdure e tonno, chi con patate e legumi, chi con prosciutto e formaggi cremosi…insomma…l’elenco è infinito.
Io ho provato a fare delle “polpettine alla greca”, dal momento che l’ingrediente base è la Feta, che è appunto un tradizionale formaggio della Grecia, a base di latte di pecora (per l’80%) e di capra (per il restante 20%).

Ingredienti:
-       150 gr di feta
-       mollica di 2 fette di pane raffermo
-       mandorle a scaglie, o schiacciate
-       pinoli triturati
-       1 cucchiaio di miele
-       1 cucchiaio di parmigiano
-       1 uovo
-       pangrattato
-       pepe
-       un filo d’olio e pangrattato
Preparazione:
Triturare la feta su un tagliere. Trasferirla in una ciotola, aggiungere l’uovo, il miele, le mandorle, i pinoli, la mollica del pane, il parmigiano, una macinata di pepe e impastare. Se occorre, aggiungere pangrattato. Formate delle palline, passatele nel pangrattato (o se preferite nei semi di sesamo) e a scelta, potete o friggerle, o cuocerle in forno caldo (180°), per circa 10 minuti in una teglia rivestita di carta da forno (aggiungendo sopra un filo di olio).
Sono veramente gustose. E si possono servire anche tiepide.

E la caccia alla polpetta più gustosa/sfiziosa…continua
J

venerdì 27 gennaio 2012

UNA CENA "NATURAL"



Ci sono giornate in cui si ha voglia, dal punto di vista alimentare, di qualcosa di semplice, naturale e che abbia la parvenza (e anche la sostanza…) di qualcosa di sano e leggero.
Possono essere dei giorni post-pranzi/cene pesanti, o in cui si è maggiormente predisposti alla cura e all’attenzione verso le esigenze salutari del nostro corpo.
E allora la scelta ricade su preparazioni “low fat”, cioè dall’elevato valore nutritivo, ma dal basso contenuto di grassi e di intingoli vari. Gli azuki sono il piatto che io scelgo quando ho voglia di depurarmi. Sono piccoli fagioli rossi (ndr: chiamati impropriamente fagioli di soia rossa. In realtà sono semi che appartengono alla famiglia dei fagioli) molto diffusi in Oriente (specialmente in Giappone) e vengono utilizzati sia in preparazioni dolci che salate. Contengono una buona dose di fibre e proteine, sono ricchi di vitamine, acido folico ed oligolementi, tra cui molibdeno, rame, manganese e zinco. Hanno proprietà tonificanti per i reni, e l’intestino; sono molto digeribili, diuretici e, non trascurabile “dettaglio” (per il nostro palato), hanno un buon sapore! Si possono gustare anche frullati: aggiungendo un filo d’olio, sale e magari qualche goccia di limone otterrete una crema per preparare, per esempio delle ottime bruschette.
Ah! si possono acquistare nei negozi di alimentazione biologica, ma spesso si trovano anche nei supermercati più riforniti.
Diciamo che questa è una parentesi Natural….ma non temete…personalmente rifuggo dagli estremismi di qualunque natura, anche da quelli legati a scelte nutrizionali. Quindi, nelle mie proposte, ci sarà sempre spazio, accanto al “nutrizionalmente corretto”, agli esperimenti vegan, macrobiotici e vegetariani, anche per gli strappi alle regole. Ci vogliono anche quelli, per rendere il nostro organismo più resistente, e più consapevole del fatto che non è la rigidità a farci stare meglio, ma la maggiore flessibilità (nel pensiero, nelle abitudini, nelle intenzioni, nelle convinzioni…).
Le regole ci sono, è giusto conoscerle e praticarle….ma è altrettanto giusto mantenere alte, ogni tanto, anche delle sane e goduriose eccezioni… ;)


Ingredienti:
per i finocchi

- 1 finocchio
-       Olio, sale, pepe e origano

Per gli azuki
    
-       azuki
-       scalogno
-       olio, sale, rosmarino

Versate 2 cucchiai di olio in una padella o tegame e fate scaldare. Aggiungere dello scalogno affettato sottilmente e qualche ago di rosmarino. Fate rosolare, dopo poco aggiungete gli azuki (bene scolati, se usate quelli in scatola) e girate con un cucchiaio di legno. Fate scaldare e se volete potete sfumare con un cucchiaio di vino bianco (o aceto di mele).
Tagliate a fettine o come meglio gradite il finocchio ben lavato.
COnditelo con olio, sale e pepe e servitelo insieme agli azuki.
Accompagnate il piatto con una fetta di pane di kamutt tostata.
Vi sentirete sazi, soddisfatti e salutisti…
Buona salute a tutti…
J