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Tramonto a Viterbo (la prima sera d'autunno) |
Cambiano
le cose, come cambiamo noi.
Sperabilmente,
se si decide di intraprendere un cammino di maturazione, di consapevolezza, si
cambia in meglio.
Ogni
tanto però parti di te che credevi di aver migliorato tornano ad affacciarsi
prepotentemente; la loro visita ti ricorda che, in fondo, sei ancora lontana/o
da quell’idea di evoluzione che tenti di incarnare. Ce n’è di strada da fare! Questi
episodi si possono considerare come prove di umiltà. Quel sentirsi “mai
arrivati” che protegge dal senso di presunzione.
Certo,
non può diventare un alibi.
Il
“sono fatta così” è un’arma a doppio taglio, specie quando finisce per
diventare la carta jolly da giocarsi nei rapporti con le persone a cui teniamo
di più.
Il
dover ricorrere a questa giustificazione, a volte, svilisce prima di tutto se
stessi e non lascia spazi di apertura e confronto con le altre persone.
Ovviamente
mi riferisco ai casi in cui più che a reclamare un proprio modo di essere, ci
si sta nascondendo dietro un limite che, piuttosto che essere affrontato, non
si vuole proprio vedere.
Proteggere
la propria identità e la propria unicità è una cosa positiva, ma non può valere
come scusa per non compiere quel cammino evolutivo che è nella natura stessa
delle cose.
C’è
una frase di una canzone di Jovanotti (Estate) che mi piace molto:
“…se non avessi voluto cambiare oggi sarei
allo stato minerale…”
Se
quella volontà c’è, non bisogna mai arrestare il proprio cambiamento (inteso
come miglioramento), quand’anche, di fronte ad imbarazzanti mosse involutive,
si ha la sensazione di ritornare “allo stato minerale”.
E
a proposito di cambiamenti, concludendo una tipica “contorsione mentale”,
voglio celebrare con una piccola poesia e con una golosa crostata alla
marmellata, il cambio di stagione appena avvenuto: benarrivato Autunno!
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Fogliame autunnale in quel di Sponga |
CAMBIO STAGIONE
Succede…
Lentamente o travolta da un vortice
abbandona una foglia il suo ramo;
È stagione del lasciar cadere,
di veder appassire i colori accesi;
Sbiaditi ormai i ricordi del mare
arrivano le castagne in piazza sul braciere…
Una tazza fumante ha preso il posto del
gelato
e dove stavano il costume e le maglie leggere
ora riponi il cappotto e le coperte per la
sera.
Le giornate diventano lente,
scurisce prima il cielo,
i vetri si fanno appannati,
affidi ad un brodo caldo
l’idea della cena
sperando che il suo tepore
ti riscaldi un po’ il cuore.
CROSTATA ALLA MARMELLATA
Ingredienti:
- 200 gr
di farina di Kamutt integrale o semintegrale (o potete usare metà farina
integrale e metà di farro)
-
60 gr di
zucchero di canna
-
50 ml di
olio di mais
-
la scorzetta
e il succo di ½ limone (non trattato)
-
½
bustina di cremortartaro
-
½
cucchiaino di vaniglia in polvere
- Latte di
riso o di soia alla vaniglia (quanto basta per impastare, circa 180 ml)
- marmellata a piacere
Versate
in una ciotola capiente la farina, lo zucchero, il cremortartaro, la vaniglia,
la scorzetta e il succo di ½ limone. Mescolate e poi aggiungete a filo l’olio e
di seguito (poco alla volta) il latte.
Lavorate
per bene l’impasto fino ad ottenere una palla morbida e non sbriciolosa
(regolatevi aggiungendo latte o farina).
Potete
poi rivestire subito una tortiera da crostata, ricordandovi di lasciare un po’
di impasto per fare le striscette.
Bucherellatene
il fondo con la forchetta.
Versate
la marmellata preferita, adagiate a piacere le strisce e infornate a 180^
(forno già caldo) per circa 35/40 minuti.